Capitano Ago

Sorrento

Ospiti illustri o solo semplici visitatori sono rimasti incantati da questa terra che è conosciuta come la Terra delle Sirene ma anche la “terra dove fioriscono i limoni" che oggi vengono utilizzati per produrre il famoso “limoncello“, apprezzato in tutto il mondo. Nel suo “Viaggio nelle Due Sicilie", scritto verso la fine del XVIII secolo, l’inglese Henry Swinburne ha descritto lo scenario incantevole e i tesori artistici di Sorrento. Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ha trovato la città benefica per la sua salute, e sempre a Sorrento Richard Wagner completò il suo “Parsifal”. Il più grande artista russo del XIX secolo, Silvester Shchedrin, i cui dipinti del mare e del territorio di Sorrento si possono trovare in alcuni dei più prestigiosi musei del mondo, morì e fu sepolto a Sorrento nel 1830. Il drammaturgo norvegese Henrik Ibsen soggiornò qui due volte trovando ispirazione per il suo “Peer Gynt” e “Gli Spettri”. Tanti pittori hanno trovato soggetti per le loro opere sulla Costiera Sorrentina, così come le opere di tanti scrittori e poeti sono stati ispirati dalla bellezza del suo paesaggio. Naturalmente Sorrento ha ispirato anche cantanti e autori musicali: “Torna a Surriento", qui composta da G. B. De Curtis è stata ed è cantata da tutti i grandi, sia in Italia che all’estero. Molte altre canzoni sono state composte da grandi poeti e musicisti, tra cui Lucio Dalla con “Caruso",  il poeta Aniello Califano ( “Serenata a Surriento" , “’O surdato nnamurato“ ) era di Sorrento così come il musicista Salvo D’Esposito (“Anema e core“, “Me so ‘ mbriaco ‘e sole“).

Museo Correale

Una visita al Museo Correale suscita grande interesse e attenzione a coloro che sono appassionati dell’arte: l’insieme della gamma di dipinti dal XV al XIX secolo, il nucleo costituito dall’insieme di still life dalla scuola napoletana dei secoli XVII e XVIII e dal gruppo di straordinario paesaggi della scuola di Posillipo, i documenti del Museo le antiche radici storiche della città di Sorrento, la collezione di mobili e cofanetti in rari ed esotici legni, testimoniano l’artigianato tipico locale ecc. Ma il Correale brilla ancora di più perché detiene i preziosi gioielli che adornavano le varie dimore delle famiglie nobili: armadi impiallacciati di ebano o tartaruga, prodotti pregiati di ebano napoletana del XVII secolo, cassapanche arricchiti con impostazioni di bronzo dorato e ripiani di marmo del XVIII secolo; preziosi pezzi di cineserie, arredi di fattura inglese del primo quarto del XVII secolo, orologi Francesi, Tedeschi e Svizzeri montati in bronzo dorato ed intarsi in madreperla e pietre dure; vetro di Murano, cristallo di Boemia, tessuti, maioliche e porcellane.

  • Ingresso 8.00 euro per persona

 

Museobottega della Tarsialignea

L’edificio che ospita il Museobottega si trova via S. Nicola, la parte storica della città, e fa parte di un antico nucleo urbano. La struttura del XVIII secolo è tipica di una residenza provinciale.Il Museobottega è una struttura polifunzionale progettata per riqualificare i settori delle arti decorative che hanno non solo un passato degno di essere registrato con il lavoro degli artigiani maestri locali del XIX secolo, ma anche una produttività che deve rinnovare il suo contenuto con la formazione di giovani artigiani.La collezione del museo comprende una serie di dipinti di artisti italiani e stranieri dell'800, quali Carelli, Pitloo, la Volpe, Colemann, Scedrin, integrate dal stampe e foto d'epoca.

  • Aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30
  • Chiuso il lunedi
  • Prezzo ingresso 8.00 euro per persona

Cattedrale

La Cattedrale di Sorrento sorge nel centro storico della città costiera a partire dal X-XII sec. d.c., quando, dal luogo che oggi ospita il Cimitero sorrentino, fu trasferita all’interno della cinta urbana nella chiesa dedicata ai Santi Felice e Bacolo, ed era dedicata prima a San Severo, vescovo di Napoli, e in seguito a San Renato, vescovo di Sorrento,Il soffitto centrale è interamente dipinto su tela, opera di Francesco Francareccio, mentre i quadri centrali sono di Oronzo e Nicola Malinconico (1711), e rappresentano i primi martiri sorrentini del II sec., ed i compatroni della Diocesi. Degni di rilievo sono la cattedra marmorea episcopale, colorito accostamento di parti provenienti da templi romani con altre prettamente cinquecentesche, ed il pulpito posto di fronte, della stessa epoca, ricco di un bassorilievo che raffigura il Battesimo di Gesù, avente nel sottostante altarino una pregevole tavola di Silvestro Buono (1573).I quadri dell’Assunta e di San Filippo e Giacomo nel soffitto del presbiterio sono opere di Giacomo del Po eseguite del 1700. In fondo al presbiterio è posto il coro ligneo ricco di intagli ed intarsi, opera di artigiani sorrentini (1936), mentre la grande pala sul fondo è opera d’ignoto del 1600 e raffigura i Santi Filippo e Giacomo.Nella cupola che sovrasta il coro sono affrescati, negli otto spicchi in cui è divisa, i Santi compatroni della Diocesi, opera di Pietro Barone e Augusto Moriani (1902)

Casa del Tasso

Torquato Tasso nacque l'11 marzo 1544 nella villa di proprietà dei Mastrogiudice (nobile famiglia sorrentina), posta sul "Prospetto", cioè su quel tratto di costa che va dall'albergo Syrene alla Chiesa di San Francesco.
Di quella casa, costruita proprio sull'estremità della costa a picco sul mare, non resta che una stanza con due archi e balconata. Verso la metà del sec. XVII, infatti, la parte di essa che sporgeva precipitò in mare con il costone tufaceo su cui era poggiata, "quasi mal tollerando di accogliere inquilini volgari, poscia che aveva perduto il chiarissimo poeta". Sul Prospetto è sorto in epoca successiva l'albergo Tramontano che ha assorbito il poco che era rimasto di quella casa, così come ha inglobato opere laterizie assai vaste, mura in reticolato, capitelli corinzi ed altri ruderi della villa romana che vi preesisteva e che forse era soltanto una continuazione della grande villa di Agrippa Postumo.

Antiche Mura

Una parte della cinta difensiva greca che rimane ancora è situata sotto la nuova Porta di Parsano. Un altro rudere del muro greco è quello della Porta di Marina Grande. La città romana si sovrappose all’insediamento greco osservandone la pianta urbana con cinta muraria a grossi blocchi isonomici. Queste mura rimasero a difesa di Sorrento durante tutta l’ epoca medievale. Ricostruita a cominciare dal 1551 e completata nel 1561 dopo l’invasione turca.
 

Porta di Parsano “BASTIONI”

La Porta di Parsano è l’unica che è ancora visibile nel suo contesto originale.Creata durante il 18 ° secolo, questa porta segnò l’inizio di una serie di trasformazioni urbane che culminarono con l’apertura di Corso Italia, la creazione di Piazza Tasso e, nel secolo scorso, Via degli Aranci. I recenti restauri l’hanno reso visitabile.

  • Ingresso gratuito
  • Aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 19.00 alle 22.00

 

Chiesa e Chiostro di San Francesco

La basilica dedicata al Santo patrono di Sorrento, nelle vicinanze della Villa Comunale – sorge un trittico storico incastonato in una parete di tufo noto in Penisola come “complesso conventuale di San Francesco d’Assisi”. Gli elementi caratterizzanti il trittico sono: la Chiesa, il Monastero ed il Chiostro.La Chiesa, che risale al XIV secolo, è un trionfo di stile barocco con ricche decorazioni in stucco. È una chiesa culla di preziosi “tesori della nostra memoria” come un maestoso portone ligneo del 1500, due affreschi del ‘700 raffiguranti Sant’Antonio di Padova e San Giacomo, restituiti alla luce nel corso di un restauro del 1926, ed una splendida statua lignea di San Francesco con il Cristo crocifisso. All’esterno della Chiesa è stata collocata – nel 1992 – una statua di bronzo raffigurante San Francesco, realizzata dallo scultore Alfiero Nena.Adagiato vicino alla Chiesa, si erige un monastero fondato nel VII secolo, ceduto ai frati francescani nel XIV secolo, ed un bellissimo Chiostro.Il Chiostro è una perfetta fusione di stili architettonici diversi: sui due lati del portico troviamo archi incrociati di tufo, espressione stilistica del tardo trecento; sugli altri due lati invece, si ergono imponenti archi tondi su pilastri ottagonali.

Sedil Dominova

Il Sedil Dominova si può ammirare nella sua interezza, grazie anche al suo recente restauro. Si trova lungo Via S. Cesareo una strada piacevole per lo shopping, il Sedil Dominova si distingue per le sue dimensioni che testimoniano il suo glorioso passato.Il Sedile di Porta fu ricostruito nel XVI secolo,fu sede di una parte della nobiltà sorrentina, reca in bella vista sulla parte frontale la targa: "Società Operaia di Mutuo Soccorso". L'iscrizione ricorda ai sorrentini e ai visitatori della città che dal 1877 l'edificio, dopo essere stato frequentato dalla nobiltà cittadina, ospita un'associazione fondata per garantire ai lavoratori le prime forme di mutualismo.

Bagni della Regina Giovanna

E' uno dei luoghi più ricchi di storie magiche e intriso di fascino. Dal Capo di Sorrento c’è una stradina con le pareti coperte di edera, un percorso all’ombra di viti e alberi di arancio porta, in un pendio verso il mare, ai bagni della Regina Giovanna.Agli occhi del visitatore si presenta uno spettacolo di rara bellezza: un grande bacino naturale collegato al mare da una stretta fessura tra le rocce. Lo spazio sul promontorio è occupato dai resti di una maestosa villa romana, costruita al tempo dell’imperatore Domiziano (81-96 dC) e appartenuta a Pollio Felice. Secondo la leggenda la Regina Giovanna II Durazzo D’Angiò fu qui che spesso si appartava con l’amante di turno. Queste rovine sono le più affascinanti della Penisola Sorrentina e furono scoperte nel 1624 da Giovanni Vinaccia. Nessun altra villa di questo periodo è stata descritta in dettaglio, come questa, nei versi cantati da Stazio. Come le altre ville a mare dell’epoca romana, dispone di un approdo e di un “murenario” per l’allevamento di pesci e un ninfeo. Dalla villa vi è un passaggio sulle rocce da dove è possibile fare il bagno in acque cristalline.

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