Capitano Ago

Sorrento

Museo Correale

Una visita al Museo Correale suscita grande interesse e attenzione a coloro che sono appassionati d'arte.
Il museo Correale di Terranova è ospitato in una villa settecentesca, utilizzata come residenza estiva dai conti di Terranova. I fratelli Pompeo e Alfredo Correale, conti di Terranova, rimasti scapoli, scrissero nel testamento che alla loro morte tutte le opere d'arte in loro possesso, accumulate nel corso degli anni dalla famiglia, non andassero perdute e quindi proposero la creazione di un museo nella villa di loro proprietà: fu così che nel 1902 venne costituita la fondazione Correale di Terranova e nel 1924 il museo fu inaugurato; tuttavia esso è rimasto chiuso per molto tempo a causa di diverse controversie ed è stato aperto al pubblico soltanto nel 1989.

  • Ingresso 8.00 euro per persona
  • dal Martedì al Sabato dalle 9:00 alle 18:00

 

 

Museobottega della Tarsialignea

L’edificio che ospita il Museobottega si trova in via S. Nicola, la parte storica della città, e fa parte di un antico nucleo urbano. La struttura del XVIII secolo è tipica di una residenza provinciale ed è una struttura polifunzionale progettata per riqualificare i settori delle arti decorative che hanno, non solo un passato degno di essere registrato con il lavoro degli artigiani maestri locali del XIX secolo, ma anche una produttività che deve rinnovare il suo contenuto con la formazione di giovani artigiani. La collezione del museo comprende una serie di dipinti di artisti italiani e stranieri dell'800, quali Carelli, Pitloo, la Volpe, Colemann, Scedrin, integrate dal stampe e foto d'epoca.

  • Aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30
  • Chiuso il lunedi
  • Prezzo ingresso 8.00 euro per persona

Cattedrale

La Cattedrale di Sorrento, costruita sui resti di un antico tempio greco, si affaccia sulla piazza del vescovado e possiede una facciata in stile neogotico, sorge nel centro storico a partire dal X-XII sec. d.c. quando, dal luogo che oggi ospita il Cimitero sorrentino, fu trasferita all’interno della cinta urbana nella chiesa dedicata ai Santi Felice e Bacolo, ed era dedicata prima a San Severo, vescovo di Napoli, e in seguito a San Renato, vescovo di Sorrento,Il soffitto centrale è interamente dipinto su tela da Francesco Francareccio, mentre i quadri centrali sono di Oronzo e Nicola Malinconico nel 1711, e rappresentano i primi martiri sorrentini del II sec. ed i compatroni della Diocesi. Degni di rilievo sono la cattedra marmorea episcopale, colorito accostamento di parti provenienti da templi romani con altre prettamente cinquecentesche, ed il pulpito posto di fronte, della stessa epoca, ricco di un bassorilievo che raffigura il Battesimo di Gesù, avente nel sottostante altarino una pregevole tavola di Silvestro Buono del 1573. I quadri dell’Assunta e di San Filippo e Giacomo nel soffitto del presbiterio sono opere di Giacomo del Po eseguite del 1700. In fondo al presbiterio è posto il coro ligneo ricco di intagli ed intarsi, opera di artigiani sorrentini del 1936, mentre la grande pala sul fondo è opera d’ignoto del 1600 e raffigura i Santi Filippo e Giacomo.Nella cupola che sovrasta il coro sono affrescati, negli otto spicchi in cui è divisa, i Santi compatroni della Diocesi, opera di Pietro Barone e Augusto Moriani (1902)

Casa del Tasso

Torquato Tasso nacque l'11 marzo 1544 nella villa di proprietà dei Mastrogiudice (nobile famiglia sorrentina), posta sul "Prospetto", cioè su quel tratto di costa che va dall'albergo Syrene alla Chiesa di San Francesco.
Di quella casa, costruita proprio sull'estremità della costa a picco sul mare, non resta che una stanza con due archi e balconata. Verso la metà del sec. XVII, infatti, la parte di essa che sporgeva precipitò in mare con il costone tufaceo su cui era poggiata, "quasi mal tollerando di accogliere inquilini volgari, dopo aver perduto il chiarissimo poeta". Sul Prospetto è sorto in epoca successiva l'albergo Tramontano che ha assorbito il poco che era rimasto di quella casa, così come ha inglobato opere laterizie assai vaste, mura in reticolato, capitelli corinzi ed altri ruderi della villa romana che vi preesisteva e che forse era soltanto una continuazione della grande villa di Agrippa Postumo.

Antiche Mura

Una parte della cinta difensiva greca che rimane ancora è situata sotto la nuova Porta di Parsano. Un altro rudere del muro greco è quello della Porta di Marina Grande. La città romana si sovrappose all’insediamento greco osservandone la pianta urbana con cinta muraria a grossi blocchi isonomici. Queste mura rimasero a difesa di Sorrento durante tutta l’ epoca medievale. Ricostruita a cominciare dal 1551 e completata nel 1561 dopo l’invasione turca.
 

Porta di Parsano “BASTIONI”

La Porta di Parsano è l’unica che è ancora visibile nel suo contesto originale.Creata durante il 18 ° secolo, segnò l’inizio di una serie di trasformazioni urbane che culminarono con l’apertura del Corso Italia, la creazione di Piazza Tasso e succesivamente, Via degli Aranci.

I recenti restauri l’hanno reso visitabile:

  • Ingresso gratuito
  • Aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 19.00 alle 22.00

 

Chiesa e Chiostro di San Francesco

Passeggiando nel centro storico, si incontra uno dei monumenti più antichi di Sorrento : il bellissimo Chiostro di San Francesco d’Assisi, situato a ridosso dell’omonima chiesa e della Villa Comunale. E' un' incantevole struttura d’epoca trecentesca con un’architettura unica.
Costruito sui resti di un monastero del VII secolo, il chiostro, fonde lo stile tipicamente trecentesco con quello di epoche successive, inglobando resti provenienti da templi pagani ed altri scavi archeologici.
Una particolarità: le colonne degli archi sono tutte diverse tra loro sia per altezza sia per le decorazioni che presentano!

Sedil Dominova

Il Sedil Dominova è simbolo della storia del popolo sorrentino, rimasto sostanzialmente inalterato nella sua struttura quattrocentesca.
Si trova nel cuore della città, in Via Cesareo e si affaccia su Largo detto “schizzariello“, con riferimento ad una fontana dalla quale “schizzava” continuamente acqua.
La Sedil Dominova fu sede di una parte della nobiltà sorrentina, ma dal 1877 il palazzo ospita un’associazione nata per garantire ai lavoratori le prime forme di mutualismo. Infatti sulla parte frontale è possibile vedere la targa “Società Operaia di Mutuo Soccorso”, la quale fino agli anni '60 è stata in grado di realizzare gli scopi mutualistici e l’erogazione di sussidi e pensioni, per i quali fu fondata nel 1877.

Bagni della Regina Giovanna

E' uno dei luoghi più ricchi di storie magiche e intriso di fascino. Dal Capo di Sorrento c’è una stradina con le pareti coperte di edera, un percorso all’ombra di viti e alberi di arancio porta, in un pendio verso il mare, ai bagni della Regina Giovanna.Agli occhi del visitatore si presenta uno spettacolo di rara bellezza: un grande bacino naturale collegato al mare da una stretta fessura tra le rocce. Lo spazio sul promontorio è occupato dai resti di una maestosa villa romana, costruita al tempo dell’imperatore Domiziano (81-96 dC) e appartenuta a Pollio Felice. Secondo la leggenda la Regina Giovanna II Durazzo D’Angiò fu qui che spesso si appartava con l’amante di turno. Queste rovine sono le più affascinanti della Penisola Sorrentina e furono scoperte nel 1624 da Giovanni Vinaccia. Nessun altra villa di questo periodo è stata descritta in dettaglio, come questa, nei versi cantati da Stazio. Come le altre ville a mare dell’epoca romana, dispone di un approdo e di un “murenario” per l’allevamento di pesci e un ninfeo. Dalla villa vi è un passaggio sulle rocce da dove è possibile fare il bagno in acque cristalline.

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