Ercolano - Informazioni Turistiche - Capitano Ago
Prenota

Ercolano

Ercolano è una delle città più belle del golfo di Napoli soprattutto per il patrimonio culturale di cui è ricca. La sua storia iniziata più di 2000 anni fa, rende questa città meravigliosa di circa 55.000 abitanti una località interessante e con tantissimo da offrire.

Ercolano città unica e visitata da persone di tutto il mondo, rientra sicuramente nei luoghi più interessanti da visitare in Campania.
Questo luogo deve la sua fama all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. con la sua lava il vulcano fermò per sempre il tempo e la vita della città ma i suoi fanghi e ceneri hanno consentito di conservare quasi perfettamente le antiche case, teatri e templi. Come Pompei anche Ercolano con i suoi scavi è meta di milioni di turisti ogni giorno. La città venne alla luce nel 1709 durante gli scavi per la creazione di un pozzo. Emersero alcuni marmi pregiati, rivestimento di un antico teatro. Gli scavi continuarono per tutto il 18esimo e il 19esimo secolo. Ercolano deve il suo nome al dio Ercole che, secondo la mitologia greca, pare si sia recato nei pressi del Vesuvio e abbia fondato una città in suo nome, Hercolaneum. Rispetto a Pompei, Ercolano ha un aspetto meno imponente e più raccolto: era considerata dai romani una località residenziale. Voglio darti un suggerimento prima di visitare gli scavi: dai un’occhiata al padiglione aperto di recente, ospita i resti di una nave carbonizzata ritrovata sulla spiaggia con alcune decine di scheletri e monete. Probabilmente rappresenta l’ultimo disperato tentativo di fuga dall’eruzione.
Gli scavi ritrovati sono solo una parte dell’antica città, sotto la moderna Ercolano si trovano quartieri ancora sepolti. In questi luoghi la Storia non smette mai di riservare sorprese e si fonde continuamente con il Presente.

Casa dei Cervi e Casa dell’Atrio
La Casa dei Cervi è forse la dimora più elegante dell’antica Ercolano. Potrai visitare le terrazze da cui ammirare lo splendido panorama del golfo di Napoli. Al suo interno è stata ritrovata una statua che rappresenta due cervi sbranati da un cane. La Casa dell’Atrio è costituita da un ingresso con pavimentazione in mosaico. Anche per questa domus il panorama è spettacolare, affaccia sul mare.

Casa di Nettuno e Anfitride
La casa deve il suo nome al mosaico in pasta vitrea che decora la parete orientale dell’edificio. Nella zona nord c’è un ninfeo rivestito da un mosaico abbellito con maschere teatrali in marmo. Poco distante è sistemato un serbatoio che alimentava la fontana. La casa confina con un’antica bottega che conserva anfore e resti di un letto in ottone.

Villa dei Papiri
L’edificio è uno dei più suggestivi di Ercolano, fu sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. e riscoperto a partire dal 1750 sotto la guida degli archelogi Rocque Joaquin de Alcubierr e Karl Jakob Webere, quest’ultimo fu l’unico a realizzare le piante dell’edificio. Tra le sue mura la Villa conservava una biblioteca con oltre 1800 papiri, alcuni riguardanti la filosofia epicurea. Molti di questi sono andati peresi nel corso delle esplorazioni, altri sono stati analizzati e messi in salvo, ma c’è un cospicuo numero di carteggi che deve essere ancora tradotto dal greco e studiato.
La sua costruzione avvenne tra il tra il 60 e 50 a.C., il proprietario, secondo gli archelogi, potrebbe essere Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Gaio Giulio Cesare oppure il figlio, Lucio Calpurnio Pisone Pontefice. Villa dei Papiri sorgeva, prima dell’esplosione del Vulcano, a strapiombo sul mare lungo la linea di costa. Glia ambienti aperti al pubblico sono: atrio, basis villae ed alcune stanze di un livello inferiore.

Ha una struttura a forma di quadrato suddivisa a sua volta in quattro quadrati che delimitano le stanze, quelle nell’area meridionale dedicate ai servizi e quelle nella zona settentrionale di tipo residenziale. L’ingresso si apriva sul mare, preceduto da un portico a colonne, è pavimentato con un mosaico con tessere bianche e nere. Continuando potrai ammirare l’impluvium contornato da statue e fontane. Nell’ambulacro furono rinvenute statue in marmo e bronzo, raffigurano: il Satiro ebbro, Hermes in riposo, Pan con la capra, un’erma che ritrae probabilmente Lucio Anneo Seneca e i Corridori. Le opere sono esposte al Museo archeologico nazionale di Napoli. Prima di andar via regalati un’ultima passeggiata che conduce al belvedere. Ercolano offre anche altri spunti: Il Miglio d’oro, un tratto della SS18 Tirrena inferiore che va dagli Scavi archeologici di Ercolano a Palazzo Vallelonga a Torre del Greco. Cosi chiamato per la bellezza dei suoi paesaggi e l’eleganza delle ville settecentesche.

Ancora un’ultima cosa, non perderti il MAV (museo archeologico virtuale)  attraverso filmati in 3D potrai immergerti nella vita quotidiana di Pompei ed Ercolano prima della fatale eruzione del 79 d.C.