Sorrento - Informazioni turistiche - Capitano Ago
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Sorrento

La Penisola Sorrentina

Sorrento è famosa per la sua ospitalità da secoli. Teste coronate, ospiti illustri o solo semplici visitatori sono rimasti incantati da questa terra che è conosciuta come la Terra delle Sirene. Sorrento come altre città della costa sono state considerate una tappa fondamentale del Grand Tour, e grazie a queste esperienze l’industria turistica locale è stata in grado di muoversi con i tempi, modernizzare i suoi servizi e le sue strutture e soddisfare le esigenze del viaggiatore dei nostri giorni.
L’unica cosa che non è cambiata è la voglia di far sentire ogni ospite come a casa propria e di trasformare il soggiorno in un’esperienza indimenticabile. Questo è, e dovrà essere, il motivo per cui ogni anno tanti turisti di tutte le età e di tutte le nazionalità scelgono la Costa di Sorrento come meta ideale per le loro vacanze. Nei tempi antichi Sorrento ebbe una economia agricola e marittima. Nel secondo millennio sono nate coltivazioni di gelso per la produzione della seta, noci e agrumi. Grazie a questi ultimi la Penisola Sorrentina è diventata la “terra dove fioriscono i limoni “che oggi vengono utilizzati per produrre il famoso “limoncello“ , apprezzato in tutto il mondo.

E' difficile trovare una famiglia che vive sulla costa Sorrentina che non ha un qualche tipo di coinvolgimento con il mare: c’erano una volta cantieri navali a Sorrento, Piano, Meta e Vico Equense, e nel 1838 sono state varate ben 216 imbarcazioni tra cui molti “gozzi”: la famosa barca di Sorrento costruita ancora oggi con metodi tradizionali tramandati di padre in figlio. Marina Grande è da secoli il posto dove queste barche, utilizzate prevalentemente dai pescatori, vengono costruite ed ormeggiate facendo della Marina un fiorente villaggio dove antiche tradizioni e turismo vivono fianco a fianco.
Durante l’epoca del Grand Tour, nei secoli XVIII e XIX, Sorrento ha attirato numerosi visitatori tra politici, autori e artisti che hanno immortalato questa terra in versi e immagini.

Nel suo “Viaggio nelle Due Sicilie", scritto verso la fine del XVIII secolo, l’inglese Henry Swinburne ha descritto lo scenario incantevole e i tesori artistici di Sorrento. Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ha trovato la città benefica per la sua salute, ed era a Sorrento che Richard Wagner completò il suo “Parsifal”. Il più grande artista russo del XIX secolo, Silvester Shchedrin, i cui dipinti del mare e del territorio di Sorrento si possono trovare in alcuni dei più prestigiosi musei del mondo, morì e fu sepolto a Sorrento nel 1830. Durante il suo secondo soggiorno nel luogo di nascita del poeta Torquato Tasso, Maxim Gorky, nel novembre 1932 fonda una colonia russa. Il drammaturgo norvegese Henrik Ibsen soggiornò qui due volte trovando ispirazione per il suo “Peer Gynt” e “Gli Spettri”. Tanti pittori hanno trovato soggetti per le loro opere sulla Costiera Sorrentina, così come le opere di tanti scrittori e poeti sono stati ispirati dalla bellezza del suo paesaggio. Naturalmente Sorrento ha ispirato anche cantanti e autori musicali. “Torna a Surriento", qui composta da G. B. De Curtis è stata ed è cantata da tutti i grandi, sia in Italia che all’estero. Molte altre canzoni sono state composte da grandi poeti e musicisti, tra cui di Lucio Dalla con “Caruso",  il poeta Aniello Califano ( “Serenata a Surriento “ , “’ O surdato nnamurato “ ) era di Sorrento così come il musicista Salvo D’Esposito (“Anema e core“, “Me so ‘ mbriaco ‘e sole“).Il grande Enrico Caruso soggiornò a Sorrento in cerca di pace e per riprendersi dal suo male. Sorrento può offrire ospitalità a più di undicimila persone in oltre un centinaio di strutture tra alberghi, villaggi turistici, campeggi e B&B. Ci sono diversi hotel “cinque stelle”, “alberghi storici" e un centro conferenze tra i migliori in Italia.

MUSEO CORREALE
Una visita al Museo Correale suscita grande interesse e attenzione a coloro che sono appassionati dell’arte: l’insieme della gamma di dipinti dal XV al XIX secolo, il nucleo costituito dall’insieme di still life dalla scuola napoletana dei secoli XVII e XVIII e dal gruppo di straordinario paesaggi della scuola di Posillipo, i documenti del Museo le antiche radici storiche della città di Sorrento, la collezione di mobili e cofanetti in rari ed esotici legni, testimoniano l’artigianato tipico locale ecc. Ma il Correale brilla ancora di più perché detiene i preziosi gioielli che adornavano le varie dimore delle famiglie nobili: armadi impiallacciati di ebano o tartaruga, prodotti pregiati di ebano napoletana del XVII secolo, cassapanche arricchiti con impostazioni di bronzo dorato e ripiani di marmo del XVIII secolo; preziosi pezzi di cineserie, arredi di fattura inglese del primo quarto del XVII secolo, orologi Francesi, Tedeschi e Svizzeri montati in bronzo dorato ed intarsi in madreperla e pietre dure; vetro di Murano, cristallo di Boemia, tessuti, maioliche e porcellane.

MUSEOBOTTEGA DELLA TARSIALIGNEA
L’edificio che ospita il Museobottega si trova via S. Nicola, la parte storica della città, e fa parte di un antico nucleo urbano. La struttura del XVIII secolo è tipica di una residenza provinciale.Il Museobottega è una struttura polifunzionale progettata per riqualificare i settori delle arti decorative che hanno non solo un passato degno di essere registrato con il lavoro degli artigiani maestri locali del XIX secolo, ma anche una produttività che deve rinnovare il suo contenuto con la formazione di giovani artigiani.

CATTEDRALE
In stile romanico, risale al XV secolo.Tra l’altro la chiesa ospita dipinti di artisti della scuola napoletana del 1700 e opere in legno intarsiato di artigiani sorrentini.

CASA DEL TASSO
Sul lato destro della strada che porta dalla piazza FS Gargiulo a Piazza Vittoria vi è la casa in cui il Tasso è nato nel 1544.

ANTICHE MURA
Una parte della cinta difensiva greca che rimane ancora è situata sotto la nuova Porta di Parsano. Un altro rudere del muro greco è quello della Porta di Marina Grande. La città romana si sovrappose all’insediamento greco osservandone la pianta urbana con cinta muraria a grossi blocchi isonomici. Queste mura rimasero a difesa di Sorrento durante tutta l’ epoca medievale. Ricostruita a cominciare dal 1551 e completata nel 1561 dopo l’invasione turca.

PORTA DI PARSANO “BASTIONI”
La Porta di Parsano è l’unica che è ancora visibile nel suo contesto originale.Creata durante il 18 ° secolo, questa porta segnò l’inizio di una serie di trasformazioni urbane che culminarono con l’apertura di Corso Italia, la creazione di Piazza Tasso e, nel secolo scorso, Via degli Aranci. I recenti restauri l’hanno reso visitabile.

CHIESA E CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO
Risale alla prima metà del 7° secolo. L’architettura del chiostro presenta archi incrociati di tufo su due lati del portico, espressione stilistica del tardo 1300 e sostituiti sugli altri due lati da archi tondi su pilastri ottagonali. Accanto al convento è la chiesa di San Francesco, che risale al 16° secolo.

SEDIL DOMINOVA E SEDILE DI PORTA
Il Sedil Dominova si può ammirare nella sua interezza, grazie anche al suo recente restauro. Si trova lungo Via S. Cesareo una strada piacevole per lo shopping, il Sedil Dominova si distingue per le sue dimensioni che testimoniano il suo glorioso passato.Il Sedile di Porta fu ricostruito nel XVI secolo, all’angolo di Piazza Tasso e Via S. Cesareo.

CISTERNONI DI SPASIANO
Al momento di fondare le loro città, i Romani si preoccupavano anzitutto di costruire le fogne e le condutture idriche.Il complesso dei bacini terminali che raccoglieveno l’acqua destinata a Surrentum, appunto i cisternoni di Spasiano utilizzati fino agli anni settanta per l’approvvigionamento idrico della nostra città, rappresentano un notevole esempio di ingegneria idraulica dell’epoca.

BAGNI DELLA REGINA GIOVANNA
Sono uno dei luoghi più ricchi di storie magiche e intrise di fascino.Dal Capo di Sorrento c’è una stradina con le pareti coperte di edera. Un percorso all’ombra di viti e alberi di arancio porta, in un pendio verso il mare, ai bagni della Regina Giovanna.Agli occhi del visitatore si presenta uno spettacolo di rara bellezza: un grande bacino naturale collegato al mare da una stretta fessura tra le rocce. Lo spazio sul promontorio è occupato dai resti di una maestosa villa romana, costruita al tempo dell’imperatore Domiziano (81-96 dC) e appartenuta a Pollio Felice. Secondo la leggenda fu qui che spesso si appartava, con l’amante di turno, la Regina Giovanna II Durazzo D’Angiò. Queste rovine sono le più affascinanti della Penisola Sorrentina e furono scoperte nel 1624 da Giovanni Vinaccia. Nessuna altra villa di questo periodo è stata descritta in dettaglio, come questa, nei versi cantati da Stazio. Come le altre ville a mare dell’epoca romana, dispone di un approdo e di un “murenario” per l’allevamento di pesci e un ninfeo. Dalla villa vi è un passaggio sulle rocce da dove è possibile fare il bagno in acque cristalline.